Luci e Colori dal Mediterraneo è un'azienda giovane imperniata nell'uso di tecniche tradizionali con l'obbiettivo di elaborare modelli espressivi attuali creare un gioiello è innanzi tutto interpretare la materia ed il proprio tempo i nostri gioielli sono interamente eseguiti a mano abbiamo scelto come protagonista il vetro perchè è trasparente incorruttibile ed anallergico da liquido ne forgiamo colore e forma col calore del fuoco e della nostra passione da solido è privilegio di chi lo indossa esaltarne luce e singolarità....................noi coi nostri gioielli vogliamo celebrare la bellezza e, nel farne mercato comunicare con voi

IL VETRO – PIETRA FATTA DALL’UOMO

In molte lingue antiche è definito “pietra fatta dall’uomo”,
la leggenda lo vuole nato dal caso.
Alcuni mercanti navigatori, tornando dall’Egitto
con un grosso carico di carbonato di soda (salnitro) si fermarono una sera sulla riva del fiume Belo per riposare. Non avendo pietre a disposizione per collocare gli utensili per preparare le vivande presero alcuni blocchi di salnitro e accesero il fuoco che continuò a bruciare per tutta la notte. Al mattino i navigatori con molto stupore videro che al posto del
salnitro e della sabbia del fiume vi era un’altra materia lucida e trasparente.
.
Dalla fusione della silice materiale contenuto nelle sabbie dolci, combinata con la calce (carbonato di calcio) favorita anche da sostanze alcaline come il potassio e il carbonato di sodio ricavato dalle ceneri di alcune piante o alghe costiere nasce il vetro.
Coincide con la leggenda che navigatori e mercanti Fenici diffusero oggetti e tecniche di lavorazione per tutto il bacino Mediterraneo (Creta, Cypro, Egitto e soprattutto l’Anatolia e la Siria sono i territori dove riconosciamo il primo vetro e l’attuazione delle prime tecniche di lavorazione). (da Plinio padre)
Navigatori e mercanti Veneziani in epoche più recenti appresero la composizione e i metodi di fusione dai popoli del mare e riformulando segreti e
tradizioni in una raffinatissima lavorazione da esperti vetrai.

La limpidezza, la colorazione, la trasparenza e le tecniche di lavorazione sono elementi affascinanti di questo materiale.

La limpidezza è di gran lunga tra tutte la caratteristiche che fa del vetro un materiale unico,
ambito sinonimo di trasparenza.
Come l’acqua si lascia attraversare dalla luce senza modificarla ( infatti ne conserva la stessa struttura molecolare). La qualità di questa limpidezza è data poi dalla destrezza del maestro fonditore.

La colorazione è una delle sensazioni più gioiose che si possono esperienzare attraverso il vetro. E’ determinata dalle procedure di fabbricazione, in particolare dallo stato di ossidazione o riduzione del vetro nella fornace ancora calda e attraverso l’aggiunta degli ossidi metallici.
con il rame si fa il vetro azzurro, verde o rosso opaco, con il manganese il vetro purpureo, il cobalto da il vetro turchino scuro, con il perfezionarsi della lavorazione e l’aggiunta di aditivi si hanno molteplici colorazioni simulanti le pietre preziose e le colorazioni dei fenomeni della natura.

La percezione del colore è una misura eseguita dall’occhio e un’interpretazione data dal cervello della composizione spettrale della luce osservata e sul vetro ciò traspare in maniera così sorprendente che ci riporta all’ origine delle sottili differenze della materia come a una manifestazione visibile delle leggi profonde che determinano della materia la sua struttura

Il vetro diventa un mezzo che convoglia l’idea della trasparenza attraverso la qualità
Della nostra percezione visiva come avviene con la retina membrana dell’ organo visivo.

Detiene il primato delle qualità più ambite della specie.

Ecco qualche pretesto affascinante che mi ha condotto ad ispirarmi a disegnare una
Una collezione di monili con questo fantastico materiale
Non solo una formulazione estetica, ma qualcosa che sensibilizzi il nostro gusto a
stimare le preziose qualità nei fenomeni della natura di cui noi stessi ne siamo organismi privilegiati.

La satinatura
E’ una tecnica di opacizzazione della superficie
Il vetro satinato si chiama anche vetro seta o vetro veluria
Si ottiene con smerigliatura o chimicamente o dal mare; la superficie del vetro viene resa traslucida per la formazione di cristalli in seguito all’immersione di cristalli in un bagno di floruri.
Con questa tecnica ho ottenuto l’effetto velato e setoso al tatto della linea “mediterraneo satinati” che tanto ci ricorda i vetri levigati dalle correnti del mare e del tempo.
(vi è una cartolina con un anello a due punte, Si chiama “dopo la pioggia” rappresentativo , poi vi
vi sono gli ultimi tre colori che ho realizzato, in versione bosco, quelli sul tronco o versione laguna, quella con le canne) (in catalogo tutta la serie meno questi tre ultimi colori)
tutti 27 queste colorazioni hanno un nome:
glicine / cielo perla /nel blu dipinto di blu/ fog on the sea/ dopo la pioggia/ sereno/
orizzonte sera/ imbrunire/ storm/ settembre etc….
la stessa linea mediterraneo vi è in versione colori brillanti cioè senza satinatura
costo

L’INCLUSIONE
di altri materiali compatibili col vetro quali l’oro, l’argento e il rame
ci dà la possibilità di ottenere effetti speciali. Come negli anelli a foglia argento
di cui l’effetto è un bellissimo craclè, ottenuto appoggiando vetro fuso sopra il foglio d’argento disteso sullo strato di vetro fuso precedentemente,
poi sagomato dall’ abilità delle mani.
La stessa tecnica è usata con l’oro però l’effetto è diverso;
l’oro essendo più sottile, leggero, duttile si spande e si diffonde nella massa vetrosa più ampiamente creando granelli sottili e luminosi
come le stelle sui toni scuri
o crea opalescenze sulle sfumature pastellate
e il vetro trasparente lo amalgama in un ridondante lucicchio;
lavorando con questi accorgimenti e materiali è stata ottenuta la linea
“bombati oro argento e avventurina”.
L’avventurina è un materiale davvero speciale sembra con tutto che sia stato scoperto in tempi molto antichi nel primo vetro addirittura la ricetta sembra
Essere menzionata in una tavoletta cuneiforme (primi caratteri di scrittura, “akkadico” per esattezza).
E sembra che per ora la ricetta sia la stessa : parti di oro zinco e rame puri disciolti
Nella silice a formare una massa vetrosa, poi tagliata molata o sbriciolata
Come nel caso nostro a formare micro pepite lucciccanti
incluse sia sulle basi di vetro opaco sia trasparente
sembra una pietra solare infatti viene chiamata anche pietra del sole.
Con questa tecnica ho realizzato i bombati oro argento avventurina,
molto d’effetto indossati in ogni stagione, eleganti sfiziosi.
Ho creato anche dei ciondoli (li vedi sul catalogo) luminosissimi.

col rame otteniamo effetti e design diversi e particolarissimi
per ora non ne parliamo sono una sorpresa per il futuro.

RUBINO
Con questo tipo di vetro caratterizzato da una colorazione rossa ottenuta con oro allo stato colloidale ho ideato una linea di anelli con 7 colorazioni diverse, 6 con tonalità del colore oro rubino, più una corallo ( più usato fin dai tempi dei tempi
è il termine “color carne”).
Colori come la pelle degli angeli o come la pelle degli umani.
I colori mi appaiono come contenitori di sogni.

Il mio lavoro
tento di descrivere un po’ il mio lavoro, il mio vissuto.
spesso ho amato viaggiare
lungo le coste del Mare Mediterraneo.
Ero affascinata da questo viaggiare che mi portava lontano dai luoghi della consuetudine domestica, e nel contempo mi portavo dentro i sogni, e il viaggio mi portava dritto dentro il sogno, dicevo a me stessa che seguivo la canzone del mare ed era vero, sentivo il fluire ritmato delle onde assecondo le correnti, le stagioni, la luna e le rotazioni, le spiagge dolci o le più impervie coste,i venti….col sentimento con cui si segue il modularsi della voce nel canto assecondavo il mio sogno di viaggiare senza una meta con l’unico desiderio di continuare a sognare.
C’era un pulsare intorno agli esseri che incontravo ed io ho imparato tante cose.
era così affascinante per me la luce che incontravo per i paesi in cui andavo viaggiando intorno al mare e i colori così brillanti nella notte e nel giorno che io dimenticai qualche volta me stessa in splendenti solitudini senza ricordi,
tuffai i miei sensi nei colori dei frutti, delle vesti delle donne, dei cieli e delle barche; nelle notti rilucenti, nell’aroma del silenzio, nei sorrisi delle genti, nel suono del mare, negli odori intensi delle erbe selvatiche ed il sapore pieno dei differenti tipi di pane dello stesso grano.
Essi sono la mia nostalgia, così quando io mi sento così lontana da quei luoghi attingo dalla memoria Il piacere registrato dai sensi ora per forgiare le forme e i colori dei miei anelli
ora per…...
Io cerco di serbare all’interno di un progetto almeno un bagliore delle cose conosciute,
quelle che a volte pur senza coscienza permangono all’interno di noi stessi celate, ma non
estinte nei luoghi della memoria

Così per serbare l’incanto dei fenomeni tramonti, vulcani, battigie, deserti etc….
Disegno collezioni di anelli a cui do un nome, un colore una trasparenza o opalescenza, una consistenza su cui i riverberi di battigie vulcani tramonti …..…

LA LAVORAZIONE A LUME
La tecnica di lavorazione che principalmente uso si chiama lavorazione a lume
Mi piacerebbe che questa sia osservata attraverso i fotogrammi che Vi invierò.
Non è la più antica delle tecniche, ma è senz’altro la più meticolosa per forgiare forme piccole
Si lavora con un cannello dove vengono bruciati due gas ossigeno e propano la fiamma che ne scaturisce è capace di raggiungere 900, calorie asseconda il vetro che si usa, si controllano le calorie a volte bastano 500 calorie per sciogliere una cannetta di vetro.
È appunto sciogliendo cannette di vetro che si possono poi forgiare con pinze le forme volute. ogni movimento deve essere calibrato dalla proporzione dell’oggetto che si forgia in genere i movimenti devono essere calmi e controllati per concentrarsi meglio nella breve durata in cui il vetro è sciolto.
Il vetro è anche l’unico materiale che non ha tatto, non si può toccare a differenza di altri materiali, solo rimane al fuoco questo privilegio.
il vetro è un solido a temperature al di sotto di 400 gradi ma è anche un liquido vischioso al di sopra di queste perciò si deve lavorare dando la forma voluta a caldo prima che il vetro disciolto nel calore si raffreddi essendo questo uno tra i materiali più sensibili alle escursioni termiche infatti un pur breve cambiamento di temperatura può rovinare il lavoro tra raffreddamento e riscaldamento può verificarsi una tensione tale per cui l’oggetto
Va in frantumi. (termoshock)
Per evitare questo inconveniente che nonostante tutto può verificarsi a distanza di ore dalla lavorazione si passa l’oggetto in questione attraverso un processo che viene chiamato “devetrificazione” nella muffola, un forno speciale dove si riporta l’oggetto in questione vicino alla temperatura di fusione e a scalare via via per stazioni sempre più basse fino ad arrivare alla temperatura ambiente, ciò non significa che l’oggetto non è più vetro, ma bisogna sapere che una specifica del vetro è la struttura molecolare amorfa, causa per cui si rende fragile e sensibile agli urti.
Conseguentemente alla muffolatura il reticolo molecolare si definirà con sequenze regolari e geometriche come quelle di un cristallo di quarzo (in natura è interessante osservare che solo altre due sostanze pietre/ fossili hanno il reticolo amorfo: l’opale e l’ambra). Questo conferisce una solidità maggiore al vetro essendo sua estrinseca qualità la fragilità con questo processo il vetro acquisisce la struttura cristallina tipica delle pietre dure o preziose, ed anche più solida e resistente di queste.
Perciò sono sicura di commerciare un prodotto valido e duraturo al contrario di quanto si possa pensarte sul vetro, io penso che questo risultato si possa ottenere con qualsiasi materiale una volta conosciuto le regole fondamentali che lo costituiscono.
Sembra poi che la natura abbia insito in se la volontà all’ordine,
si riscopre infatti che nel vetro prodotto in epoche antiche analizzato oggi in laboratorio
la struttura riveli una certa regolarità, perciò alcuni usano chiamare il vetro quarzo umano.
Trovo tanto interessante che una volta tanto l’uomo interagendo il suo genio con la natura riesca a cooperare piuttosto di …..

VETRO DICROICO
Come dice la parola stessa significa bicolore,
dai tempi antichi ci perviene un esemplare famoso di vetro dicroico
la stupenda coppa di Licurgo, già nel IV sec a. C. l’industria vetraria aveva raggiunto con l’uso di additivi sofisticate tecniche con l’aggiunta di polveri d’oro e d’argento,
il vetro assume una colorazione diversa a seconda che la luce venga trasmessa sulla superficie o riflessa dalla superficie stessa del vetro.
Quando andavo per mare sulle coste spesso pescatori con cui mi fermavo a parlare,
mi parlarono con stupore di alcuni frammenti raccolti nelle reti o nella sabbia: di ampolle o ciotole o altro di un materiale così stupefacente
Che mostrandomelo si chiedevano cosa fosse poiché a nulla sembrava paragonabile, vedi dicevano sembra oro ma non lo è, argento neppure e vetro neanche sembra venisse da altro pianeta, naturalmente il tempo , l’erosione avevano fatto
Il loro lavoro. Erano i diversi materiali sapientemente miscelati e, per finire l’interazione dei raggi di luce completavano l’artifizio, qualcosa di stupefacente! Il risultato di una sofisticatissima tecnica di lavorazione che oggi riproduciamo anche con titanio, palladio, cromo e altro ancora.
non è facile dare una descrizione dell’effetto, bisogna vederlo, ma per un’indicazione si può dire somiglia all’iridescenza delle ali di farfalla o alla cheratina sulla corazza dello scarabeo o le piume del pavone, o forse meglio ancora è come pensare di essere in mezzo all’arcobaleno e nella frazione di un battito di ciglio uno slittamento minimo di asse produce un ventaglio di rifrazioni di luce,
un volano per raccontare il volo di farfalle, la magia dell’arcobaleno seconda che il rivestimento sia più o meno
di strati di ossidi arricchito.
Questi si comportano come piccoli prismi che rifrangono riflettono trasmettono luce
Ho chiamato una collezione col dicroico “riflessi di luce”,
una seconda “riverberi”. (quella con le righine iridescenti)
Il prossimo anno usciranno collezioni complete di collane e orecchini si chiameranno ….

AFRICA
Con le murrine geometriche cesello geometrie ricordano i segni
Africani ho realizzato bande grandi che fasciano le dita colori forti e netti per niente
Vezzosi, prolifereranno durante l’estate, la collezione si chiama “ Africa”.
minuscole miniature compongono un disegno, quasi un cesello.

GHIRIGORI di Sicilia
Ho trovato molto interessante disegnarli, quando lo facevo non me ne accorsi
Somigliano tanto a quei motivi di ferro battuto che vi sono sui carretti siciliani che qualche volta ho provato collezionare. Sono ciondoli da portare semplicemente con cordino coda di topo nera come loro.
Anche gli anelli Che chiamo snake, sono forme facili snelle da portare, sembrano tatuaggi sulle dita.

MAXIMA
Sono tutti arancio, sono stati disegnati per la futura sposa del nuovo re d’Olanda,
così sono arancio come la loro casa reale e come i pomi di Sicilia come il colore dei
frutti maturi D’estate .

BOMBATI ORO ARGENTO AVVENTURINA
Sono una serie di anelli di 18 diversi per colore ed inclusione vedi “l’inclusione”

INTENZIONI
E una linea di anelli che mi piace tanto ci sono in tonalità di grigio
e verdi (in catalogo), si chiamano così perché quando tornai da Israele
volevo riprodurre qualcosa che sembrasse il cielo di là, non so se ci riuscì
perciò le chiamai intenzioni. Qualche volta il cielo sembra scurirsi come se qualcosa di imminente…allora si marchia di rosso, ma sempre un luminoso giallo o arancio permane .

GALASSSIE
E’ piacevolissimo l’effetto dell’avventurina blù che sfumandosi sui bianchi e sugli azzurri sembra schiuma di mare. questa linea è di 8 anelli sempre di forma bombata.
(in una foto vi è la mano che mostra le varie cannette con cui è stata realizzata).
I nomi degli 8 motivi sono:
nebulosa / oceano / costellazione / universo / Raffaella / Elisse / Galassia etc…

CIONDOLI
Sono vari col craclè sulla foglia argento o oro comprendono una serie di 28 ciondolini
Si chiamano MICRO ciondolini di 3 forme e 9 differenti colori aster, goccia, cuore. Sempre con la stessa tecnica a craclè con foglia d’argento. (nel catalogo)

I cuoricini rossi sono una delizia che chiamo “agapi mu” che in greco significa amore mio.
(nel catalogo)


TRASPARENZE
Facilissime da indossare in qualsiasi momento del giorno della notte trasparenze sulla pelle
Pigmenti da indossare sulla pelle come acqua sulla pelle, sono fasce sintonizzate
Sulla trasparenza fasciano, ma non coprono.
dimenticato questa linea di 36 combinazioni di colore trasparenti

Tutto questo in vetro solamente vetro
Vetro da vedere, vetro per bere per non bere , vetro da vedere.
Solido conduttore di calore trasparente resistente all’acqua agli agenti atmosferici
Sterile anallergico non si deforma conduttore di colore temperabile incorruttibile
Fragile infrangibile fusibile magico acquoso magico iridescente opalescente
Sonoro levigato dissetante minerale …….

 

"la bellezza ci salverà il mondo" F. Dostojeski

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